Voucher Doppia Transizione: al via nuovo bando da 150 milioni per PMI

Il Bando Voucher Doppia Transizione 2026 rappresenta la prima edizione a carattere nazionale del voucher promosso dai PID – Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio, riservato alle micro, piccole e medie imprese.

Il Bando Voucher Doppia Transizione 2026 rappresenta la prima edizione a carattere nazionale del voucher promosso dai PID – Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio, riservato alle micro, piccole e medie imprese.

Le micro, piccole e medie imprese italiane possono presentare, a decorrere dallo scorso 8.07.2026, la domanda per il nuovo Bando Voucher Doppia Transizione dei PID (Punti impresa digitale) inerente la misura promossa dal sistema delle Camere di Commercio per accompagnare le aziende nel percorso di digitalizzazione, sostenibilità e adozione dell’intelligenza artificiale.

Numeri della rete PID – Il segretario generale di Unioncamere ha ricordato che negli anni i Punti Impresa Digitale sono diventati il canale privilegiato di accesso all’innovazione per le imprese, specie le micro e piccole, aggiungendo che i nuovi voucher sosterranno le Pmi nell’introduzione delle tecnologie di intelligenza artificiale. Dal 2017 la rete ha assistito un milione di piccole e medie imprese con attività di informazione e formazione, mentre il sistema camerale ha già mobilitato circa 325 milioni di euro in voucher, raggiungendo oltre 40 mila imprese. Secondo l’analisi Unioncamere realizzata con Dintec, la maturità digitale delle aziende coinvolte è cresciuta dell’8% dal 2019 a oggi.

Dotazione e perimetro – Il plafond complessivo è di 150 milioni di euro per il triennio 2026-2029, risorse che potranno essere integrate con ulteriori fondi regionali. Si tratta della prima edizione a carattere realmente nazionale dello strumento: nato nel 2017, il Voucher Doppia Transizione assume ora un impianto uniforme, con data di apertura unica e un format condiviso su tutto il territorio, pur restando alle singole Camere la definizione di importi massimi, spese ammissibili di dettaglio e scadenze locali. I contributi, a fondo perduto e in regime de minimis, coprono fino al 70% delle spese sostenute per tecnologie, formazione e consulenza specialistica, in aree che vanno dall’IA a cybersecurity, IoT, cloud, big data, blockchain, robotica collaborativa, realtà aumentata, Esg e comunità energetiche rinnovabili.

Come partecipare – Le imprese devono avere sede operativa nella circoscrizione della Camera di Commercio competente, essere iscritte al Registro Imprese, in regola con diritto camerale e Durc. Prerequisito obbligatorio è il Selfi 4.0, l’assessment gratuito di maturità digitale da completare nei 3 mesi precedenti la domanda: lo strumento è stato ora aggiornato per risultare comparabile con il Digital Maturity Assessment della Commissione europea, il parametro ufficiale UE per misurare la digitalizzazione di Pmi e pubbliche amministrazioni. Per presentare la domanda si deve accedere alla piattaforma ReStart di InfoCamere con SPID, CNS o CIE; l’invio ufficiale seguirà però il calendario di ciascuna Camera, che resta libera di aderire o meno al bando nazionale. Il portale PID chiarisce che il voucher è indirizzato alle tecnologie abilitanti avanzate e non alla dotazione informatica ordinaria (pc, stampanti, siti web standard): la verifica puntuale va comunque fatta sull’avviso della Camera di Commercio territorialmente competente, non essendo tutte necessariamente aderenti alla misura nazionale. L’assegnazione avverrà con procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande: un motivo in più, per le imprese interessate, a completare per tempo il Selfi 4.0 e a monitorare la pubblicazione dei bandi locali.

Novità: gli AI-Lab – Tra gli elementi del nuovo triennio spicca l’avvio degli AI-Lab, laboratori territoriali dedicati all’introduzione guidata dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, dalla manutenzione predittiva al controllo qualità fino all’ottimizzazione dei consumi. Un tassello pensato per le imprese più piccole, dove l’adozione dell’IA raramente nasce da grandi piani industriali e passa invece da casi d’uso circoscritti.

Alessandro Pescari

Fonte: RatioQuotidiano | 15.07.2026

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